Lui & Lei
Una strana coppia noi due
Fucknfun
22.03.2026 |
1.004 |
4
"Bastò uno sguardo, uno di quelli pieni, per sapere che avevamo fatto la scelta giusta..."
Una strana coppia, noi dueEravamo fatti di contrasti, di slanci improvvisi e distanze ostinate. Un equilibrio instabile, tenuto insieme da un’attrazione che non chiedeva il permesso, che prendeva e basta. Tra noi non c’erano mezze misure: o tutto, o niente.
La prima volta arrivai alla sua porta con il cuore in disordine. Non feci in tempo a parlare. Mi guardò, diretto, e mise subito le regole: niente illusioni, niente richieste. Solo quello che sarebbe successo in quel momento.
Avrei potuto andarmene. Non lo feci.
Entrai.
Il modo in cui mi toccò non lasciava spazio a dubbi: sapeva esattamente cosa voleva, e in qualche modo sembrava sapere anche cosa volevo io, ancora prima che lo capissi. Non c’era delicatezza studiata, ma una sicurezza che travolgeva.
Provai a trattenermi, anche solo per un istante. Durò pochissimo.
Il contatto si fece subito più intenso, i respiri più profondi, i movimenti sempre più decisi. Era come essere trascinata in qualcosa che avevo cercato di evitare e desiderato allo stesso tempo.
Non c’erano parole, solo sguardi che dicevano abbastanza. Ogni distanza che avevo costruito dentro di me cedeva, pezzo dopo pezzo.
Il tempo si spezzò. Rimase solo quel ritmo condiviso, quel calore che cresceva e non dava tregua.
A un certo punto mi voltai di scatto, quasi per riprendere il controllo. Sentii la sua presenza dietro di me, forte, inevitabile. Non mi fermai.
Quella sicurezza, quella determinazione… mi fecero smettere di pensare. Mi lasciai andare del tutto, senza più difese.
Non mi importava più di niente. Non di prima, non di dopo.
Solo di noi, lì.
E di quanto fosse impossibile fermarsi.
Quella notte non era finita davvero.
Aveva solo cambiato forma.
Rimanemmo lì ancora a lungo, uno accanto all’altra, in un silenzio che non pesava. Era diverso da prima: meno istinto, più consapevolezza. Come se, senza dirlo, avessimo appena aperto una porta.
Nei giorni successivi non ci cercammo subito. Non per disinteresse, ma per capire cosa fosse successo davvero. Eppure, quel pensiero tornava sempre. Breve, improvviso… ma costante.
Quando ci riscrivemmo, fu naturale. Nessun imbarazzo, nessuna esitazione. Solo quella stessa linea diretta che si era creata fin dall’inizio.
L’iscrizione a quel sito arrivò quasi per gioco. Un gesto leggero in apparenza, ma con dentro una curiosità precisa, condivisa. Non era voglia di cercare qualcosa che mancava, ma di esplorare qualcosa che, evidentemente, in due funzionava.
Le prime conversazioni furono caute, osservate da entrambi con attenzione. Non tutto ci convinceva, anzi. Molte dinamiche ci sembravano forzate, costruite. E forse fu proprio lì che capimmo ancora meglio chi eravamo.
Non avevamo bisogno di fingere.
Non eravamo inesperti, né alla ricerca di conferme facili. Ci muovevamo con lucidità, scegliendo senza fretta. E ogni volta che ci confrontavamo, emergeva sempre la stessa cosa: eravamo allineati.
Questo ci rese ancora più uniti.
La prima volta che decidemmo di incontrare qualcuno, ricordo che ci guardammo a lungo prima di uscire. Non c’era tensione negativa, ma una specie di adrenalina controllata. Sapevamo cosa stavamo facendo.
E soprattutto, sapevamo di farlo insieme.
Durante quella serata, più che gli altri, osservavo noi. I nostri sguardi che si cercavano, i piccoli segnali che solo noi capivamo. Era come avere un linguaggio segreto, invisibile agli altri.
E lì, in mezzo a tutto, capii una cosa con chiarezza.
Non era quello che facevamo a renderlo speciale.
Era il modo in cui restavamo connessi, sempre.
Tornammo a casa senza bisogno di dire molto. Bastò uno sguardo, uno di quelli pieni, per sapere che avevamo fatto la scelta giusta.
Mi avvicinai a lui, lentamente.
Quella complicità era ancora lì, intatta.
Forse più forte di prima.
E capii che, in fondo, non era mai stato solo un “gioco”.
Era diventato il nostro modo di scoprirci, ogni volta, da capo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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